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Gianni Nigro
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Durante un'intervista televisiva un appassionato viaggiatore in motocicletta disse: «Quando si va, è viaggio. quando si arriva, il viaggio è finito.» In queste parole vi è la sintesi di ciò che è il viaggio. Viaggiare, vivere on the road, spostarsi, sostare, rinfrescarsi, ristorarsi, riposare, e poi ripartire.
     Vivere dei paesaggi che cambiano, del clima, delle le condizioni atmosferiche che mutano, cogliere le amicizie al volo, catturare le fotografie, gli attimi fuggenti, carpe diem, vivere le emozioni, i momenti.
     Questo è il viaggio.
     Il genere umano ha sempre amato il viaggio. L'amore per il mare, per il sole, per la natura, per il verde, per le spiagge, per la montagna, per la campagna, per il vivere viaggiando, è qualcosa di naturale, di intrinseco alla natura umana.
      I genetisti affermano che in alcuni di noi c’è il cosiddetto “Fattore Ulisse”. In pratica un pezzo di DNA (la macromolecola che determina tutte le caratteristiche genotipiche del nostro organismo) può essere orientato a spingersi verso il viaggio, la scoperta di nuovi lidi, la ricerca affannosa di spazi diversi.
     Gli esploratori, gli avventurieri, i naviganti, ma anche più semplicemente i turisti sfegatati, gli amanti della motocicletta, gli appassionati del last minute, insomma tutti coloro che magari stanno anche bene a casa, ma appena possono, chiudono serrande, tapparelle, persiane e porte, e via! Partono per una nuova avventura.
     Il viaggio è sempre una scoperta, un insieme di nuove esperienze, e poco importa se il mezzo di,locomozione sia l’automobile, il treno, l’aereo, la nave, il traghetto, la motocicletta, il cavallo, la bicicletta o le scarpe. L’importante è partire, dare il via ad una serie di azioni che portano gli occhi e la mente altrove, verso ambienti non quotidiani.
     Il popolo dei viaggiatori è molto aumentato, in questi ultimi anni. Le occasioni a basso costo invogliano a fare in fretta le valige e a partire.
     La tipologia del viaggiatore è estremamente variegata. Si va dal viaggiatore di lusso, che prende l'aereo in prima classe, poi il tassì e si fa portare all'albergo a cinque stelle dove ha già tutto prenotato.
     Dalla parte opposta c'è il viaggiatore fai da te, che improvvisa, che parte magari senza neanche una precisa meta, in auto, in camper, in moto, o, perché no, in bicicletta.
     Un tempo esisteva l’autostop, ma soprattutto il cavallo. E il cavallo, in versione aggiornata, è la motocicletta, che forse di tutti i mezzi più moderni è quello che permette al viaggiatore di vivere più intensamente il viaggio. Salute permettendo. E allora via, come gli antichi cavalieri erranti: perché, quando si sosta a lungo, il viaggio è finito. Ma può sempre ripartire.
Crepuscolo
Strade al crepuscolo svedese
Foto di Juanita Trinidad



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